Tumore al seno: per una diagnosi rapida

19 aprile 2017
Spaventa tutte, ma è sempre più possibile prevenirlo in tempo.
Parliamo di tumore al seno.
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D. Cos’è il tumore della mammella, come cresce e si sviluppa?
R. Il carcinoma della mammella è un tumore di tipo maligno che può colpire uno dei due seni e manifestarsi per lo più sotto forma di un nodulo. Questo tumore può essere singolo, multifocale o multicentrico; in poche parole nella maggior parte dei casi si manifesta con una unica lesione localizzata in uno dei diversi quadranti della mammella (immaginiamo gli spicchi di una mela o i petali di un fiore) o nella regione dietro l’areola (appunto retroareolare) o sul prolungamento ascellare della ghiandola. A volte si possono avere più lesioni nello stesso quadrante (multifocale) o in diversi quadranti o nei due seni (multicentrico). Per lo più nasce come un nodulo,  ma il suo esordio può anche essere rappresentato da microcalcificazioni (come uno spruzzo di calce rivelato dalla Mammografia) o da una distorsione del tessuto in un determinato punto. Possono trascorrere anche 10 anni dalla modificazione della prima cellula in maligna alla formazione di un nodulo di carcinoma di 1cm; questo significa che se interveniamo con una corretta e periodica sequenza di indagini, possiamo scoprire il carcinoma quando è ancora talmente piccolo da poter essere operato con il maggior risparmio di tessuto (terapie chirurgiche conservative) e con ottime probabilità di riscontrare una bassa aggressività del tumore.
D. Quante sono le tipologie di tumore del seno? 
R. Esistono diversi tipi istologici del tumore (duttale, lobulare, midollare, tubulare, ecc) e una infinità di caratteri biologici diversi per ogni tipo di tumore. E’ sostanzialmente sbagliato dire che due donne hanno avuto lo stesso tumore, perché va considerato non solo il nome del tumore, ma tutti quei fattori che lo caratterizzano e lo rendono pressocchè unico (ormoni, indice di replicazione cellulare, c-erb b2, ecc). Sono stati fatti negli ultimi 5-10 anni degli enormi passi avanti nella conoscenza del carcinoma mammario, e sempre più si otterrà nel futuro in merito alla identificazione di quelle caratteristiche biologiche che porteranno a terapie sempre più mirate e sempre meno invasive.
D. Ci sono delle donne che possono essere considerate più a rischio?
R. Il 10-15% dei carcinomi mammari è, alle conoscenze attuali, di tipo ereditario; ma non facciamo dei falsi allarmismi. Non è sufficiente aver avuto una madre, una sorella, una zia con carcinoma della mammella per sentirsi “condannate” allo sviluppo di questa malattia. Anche qui l’informazione corretta è alla base di ogni sano principio di prevenzione. Esistono in base alle conoscenze attuali, alcuni parametri di valutazione che devono essere necessariamente presi in considerazione per stabilire l’indicazione eventuale ad approfondire il tema ereditarietà. In poche parole, le donne che hanno familiari di I grado che abbiano sviluppato carcinoma della mammella (anche maschile) dovrebbero prendere un appuntamento per una visita di “counselling genetico”. Questa consiste in un primo incontro con un oncologo esperto del settore che ricostruirà l’albero genealogico della donna in relazione ai tumori che si sono sviluppati nella famiglia (con ovvia maggiore attenzione per il carcinoma mammario e ovarico, legati tra loro da una possibile stessa mutazione genetica); solo successivamente a questo atto preliminare si deciderà l’opportunità di test genetico con prelievo del sangue per verificare le eventuali mutazioni (BRCa1, BRCa2). In caso di positività del test il rischio di sviluppare un carcinoma mammario (e/o ovarico) nell’arco della propria vita, aumenta fino al 70-80%. Il counselling genetico in ambito oncologico prevede una integrazione multidisciplinare; il supporto psicologico in questo percorso, infatti, riveste un ruolo di primaria importanza.

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