Vene varicose e sclerosante: come eliminarle

27 marzo 2017

La SCLEROTERAPIA rappresenta il trattamento di prima scelta in presenza di telangectasie degli arti inferiori e di piccole varici, in particolar modo di quelle recidive o residue. Spesso, il ricorso alla scleroterapia dopo trattamento chirurgico delle varici è voluto e programmato, al fine di rendere l’intervento chirurgico stesso il meno invasivo possibile. Il significato della terapia è a volte medico, a volte esclusivamente estetico.

vene-varicose

 

– La scleroterapia, determina la scomparsa delle telangectasie trattate, ma non previene la comparsa nel tempo di nuove telangectasie; ciò, in funzione della cronicità della malattia che le determina. E’ per questo opportuno che, dopo il primo trattamento eradicante, il/la Paziente provveda a controlli periodici con lo scopo di verificare l’evoluzione dell’eventuale insufficienza venosa di base ed all’esecuzione di possibili trattamenti di nuove telangectasie.

 

– La scleroterapia determina l’occlusione dei piccoli vasi, che quindi non scompaiono subito dopo il trattamento, ma in alcune settimane e comunque entro 45-60 giorni dall’iniezione. Esistono numerose sostanze sclerosanti; alcune sono maggiormente indicate nel trattamento delle varici, altre in quello delle telangectasie. La sensibilità di ogni singolo paziente ad un determinato prodotto è tuttavia variabile; è quindi possibile che un primo trattamento eseguito con un determinato farmaco e ad una determinata concentrazione risulti inefficace.

cosa-sono-le-vene-varicose

– Al termine di ogni seduta scleroterapica, e nel caso in cui siano state trattate varici o grossi capillari, verrà applicata sulla zona trattata una calza elastica che andrà mantenuta per un tempo variabile tra le 24 ore e 3-4 giorni a seconda del calibro e della sede del vaso sclerosato.

– Come tutti i trattamenti eseguiti in Medicina, anche quello scleroterapico può avere i suoi effetti collaterali ed anche le sue complicanze; quelle gravi, quali le crisi allergiche o le cicatrici da escara necrotica, sono fortunatamente eccezionali. Non frequente, ma meno rara (1% ca delle aree trattate), è invece la comparsa di telangectasie secondarie (“matting”); queste ultime, spesso transitorie, sono comunque a loro volta eliminabili (con il laser). Nel 5% ca delle aree trattate (e soprattutto nel caso in cui vengano sclerosate delle vere e proprie varici) possono infine comparire delle iperpigmentazioni cutanee che il più delle volte non dipendono da una errata conduzione del trattamento, ma da una predisposizione individuale o da una mancata osservazione delle prescrizioni fornite dallo Specialista; tali alterazioni cromatiche regrediscono peraltro in modo spontaneo nella gran parte dei casi nell’arco di 2-8 mesi.

[Link: http://www.chirurgia-vascolare.org/]

No comments

You must be logged in to post a comment.